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Ever dream this man?

mercoledì 28 ottobre 2009 0 commenti

In Rete ormai non si parla d'altro.
Un volto, quasi inconsciamente familiare, si affaccia dalla più frivola testata giornalistica al più autorevole quotidiano.
Il mistero inesplicabile del cosiddetto "Uomo dei Sogni".
Riassumiamo brevemente la storia del fantomatico personaggio:
Nel 2006, uno psicologo, durante una seduta, fece fare ad una sua paziente uno schizzo della persona che a quanto pare la visitava ogni notte per darle parole di conforto. Il disegno fu mantenuto sulla scrivania del dottore fino a che altre due pazienti non riscontrarono familiarità con lo stesso volto. Lo psicologo, incuriosito, inviò l'immagine a dei suoi colleghi. Ne risultò che in 4 anni oltre 2000 persone avevano sognato, almeno una volta, quel misterioso individuo.
L'immagine, come un tormentone (un "meme", per i più smaliziati della Rete) ha iniziato a troneggiare da ogni palo della luce, da ogni albero, cassetta della posta e portone delle città più importanti del mondo.
Il sito, thisman.org, è stracolmo di testimonianze e schizzi vari.
Ok, ammetto che all'inizio mi sono scervellato anche io in varie interpretazioni. Ero giunto a conclusioni ben ampie su una possibile congiunzione di caratteri somatici comuni insiti nella psiche umana e altre cagate da sega mentale... quando mi sono reso conto che questa era la tipica tattica del Viral Marketing.
Entriamo nel dettaglio: il Viral Marketing non è altro che una strategia di mercato (ma anche per altri scopi) che prevede di creare un "tormentone", qualcosa che ricorra spesso, e si affacci facilmente alla memoria di chi lo osserva, per poter raggiungere uno scopo: caso famoso è quello di Aladygma, presunto seguito di Cloverfield.
Ma come dimostrarlo? Niente di più semplice.
In Rete tutto deve essere pubblico, anche i dati di chi registra un dominio (ovvero il nome per un sito).
Il servizio "whois" fornito gratuitamente da innumerevoli siti permette di scoprire varie informazioni su chi ha registrato il dominio. Io ho semplicemente cercato "thisman.org" su http://whois.domaintools.com e... Bè, guardate da soli. I nodi vengono al pettine [cit.].
Voglio però rivolgere la vostra attenzione su un solo particolare, ovvero l'indirizzo email del registratario: "@guerrigliamarketing.it". Per quanto qualsiasi parola possa essere futile a questo punto, voglio cercare di indagare sullo scopo di questo "tormentone". Per quanto mi riguarda, è oscuro. Posso solo dire che la diffusione planetaria è REALE e pericolosa: innanzitutto perchè si vengono a creare autoconvincimenti di massa, ovvero persone convinte di sognarlo davvero questo tizio, ma poi entrano in gioco i casi più gravi, ovvero psicosi da persecuzione, schizofrenia, suicidio.
NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA.
Se osserviamo l'immagine notiamo subito che ha qualcosa che istintivamente è repulsivo... Ed invito chiunque legga questo articolo a guardarla il meno possibile, in quanto può essere dannoso se si è troppo impressionabili.
La mente gioca brutti scherzi a volte. Seguiranno aggiornamenti sul caso. Intanto, lasciate a casa le teorie del complotto e tenetevi sull'allerta.

Pubblica Amministrazione e Open Source: matrimonio possibile?

martedì 27 ottobre 2009 3 commenti
In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso.

(da Wikipedia)

Riflettevo. Stavo come al solito pestando i soliti comandi sulla solita tastiera del solito netbook e mi sono chiesto: siamo continuamente a lamentarci che lo Stato fa sprechi, butta via i suoi (nostri) quattrini... Ma qualcuno ha mai preso seriamente in considerazione la questione dello spreco di soldi in ambito informatico?
Facendo un paio di ricerche, a quanto pare si.
C'è anche un ente (l'Osservatorio Open Source, divisione del Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) che si occupa di sensibilizzare i comuni di tutta Italia all'utilizzo dell'Open Source.
Prima di snocciolare dati, mi sento di fare una premessa: con "spreco" intendo l'uso di software a pagamento che hanno controparti identiche (se non migliori) che non solo fanno uso di licenze che ne impongono la distribuzione gratuita (le cosiddette GNU General Public License) ma anzi incoraggiano l'utente finale a dare consigli agli sviluppatori SE NON a contribuire direttamente. Non ho intenzione di portare esempi tipo diretti di software proprietario, tanto mi sembra scontato... Chiusa parentesi.
Ho visionato i rapporti annuali del CNIPA, e i risultati sono a dir poco sbalorditivi.
Nel 2004 a quanto pare, su un totale di 484.441 macchine, se consideriamo che una licenza di, prendiamo un sistema operativo a caso, Windows, può aggirarsi dai 70 ai 100 euro... sono stati spesi all'incirca 36 MILIONI DI EURO PER UN GENERE DI SOFTWARE CHE SI PUO' TROVARE LIBERAMENTE DISTRIBUITO IN RETE (ancora, per citare un sistema operativo a caso, Linux, nelle sue tante versioni).
Nel 2009, dopo 5 intensi anni di lavoro da parte del CNIPA, a quanto pare il bilancio si è snellito, arrivando a "solo" 16 MILIONI DI EURO...
Ora, voglio fare/farvi/farmi una domanda... per quanto meno "user-friendly", meno rifinito dal punto di Vista grafico (la maiuscola non è casuale, e comunque questo è tutto da vedere...), meno facile da padroneggiare... ne vale la pena? Vale così tanto l'incompetenza degli impiegati comunali?
Ai posteri l'ardua sentenza.

Per maggiori informazioni: