In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l'applicazione di apposite licenze d'uso.
(da Wikipedia)
Riflettevo. Stavo come al solito pestando i soliti comandi sulla solita tastiera del solito netbook e mi sono chiesto: siamo continuamente a lamentarci che lo Stato fa sprechi, butta via i suoi (nostri) quattrini... Ma qualcuno ha mai preso seriamente in considerazione la questione dello spreco di soldi in ambito informatico?
Facendo un paio di ricerche, a quanto pare si.
C'è anche un ente (l'Osservatorio Open Source, divisione del Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) che si occupa di sensibilizzare i comuni di tutta Italia all'utilizzo dell'Open Source.
Prima di snocciolare dati, mi sento di fare una premessa: con "spreco" intendo l'uso di software a pagamento che hanno controparti identiche (se non migliori) che non solo fanno uso di licenze che ne impongono la distribuzione gratuita (le cosiddette GNU General Public License) ma anzi incoraggiano l'utente finale a dare consigli agli sviluppatori SE NON a contribuire direttamente. Non ho intenzione di portare esempi tipo diretti di software proprietario, tanto mi sembra scontato... Chiusa parentesi.
Ho visionato i rapporti annuali del CNIPA, e i risultati sono a dir poco sbalorditivi.
Nel 2004 a quanto pare, su un totale di 484.441 macchine, se consideriamo che una licenza di, prendiamo un sistema operativo a caso, Windows, può aggirarsi dai 70 ai 100 euro... sono stati spesi all'incirca 36 MILIONI DI EURO PER UN GENERE DI SOFTWARE CHE SI PUO' TROVARE LIBERAMENTE DISTRIBUITO IN RETE (ancora, per citare un sistema operativo a caso, Linux, nelle sue tante versioni).
Nel 2009, dopo 5 intensi anni di lavoro da parte del CNIPA, a quanto pare il bilancio si è snellito, arrivando a "solo" 16 MILIONI DI EURO...
Ora, voglio fare/farvi/farmi una domanda... per quanto meno "user-friendly", meno rifinito dal punto di Vista grafico (la maiuscola non è casuale, e comunque questo è tutto da vedere...), meno facile da padroneggiare... ne vale la pena? Vale così tanto l'incompetenza degli impiegati comunali?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Per maggiori informazioni:
3 commenti:
Essendo appassionato e informato sull'argomento devo dire che mi è piaciuto molto vedere questo articolo sul giornale. E' assurdo che la gente sia dipendente dal software a pagamento, c'è un universo di valide alternative gratuite, migliori e sempre in via di sviluppo. In un prossimo numero mi piacerebbe vedere un articolino dedicato a Ubuntu, il sistema operativo Open Source per eccellenza...
Prenderemo in considerazione quest'opzione, ne parlerò con gli autori "tecnologici" :P
Grazie del commento!
ma insomma io ho trovato l'articolo un po' superficiale(lo so, devo fare il rompicoglioni ogni volta su queste cose xD).
forse per il poco spazio, ma si poteva parlare di più e forse meglio, ad esempio portando ESEMPI in cui il software libero viene utilizzato(nel parlamento francese se non sbaglio), oppure dove si usa il voip al post della telefonia gsm(in Italia c'è qualche caso, dove arriva l'adsl)...
comunque meglio di nulla ♪♫
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